NODES Last Dance: a Torino il gran finale dell’Ecosistema dell’innovazione

Venerdì 6 marzo 2026, a Torino, l’Ecosistema NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile ha celebrato la conclusione del programma 2022–2025 con NODES Last Dance, una serata che ha riunito istituzioni, università, imprese, startup, ricercatori e stakeholder che in questi anni hanno contribuito alla costruzione del progetto.
L’evento si è svolto presso EDIT Space Torino, trasformato per l’occasione in uno spazio di incontro e condivisione dove ripercorrere il lavoro svolto e riconoscere il valore delle relazioni nate durante i tre anni di attività. Un periodo relativamente breve seppure densissimo, in cui NODES ha dato vita a un ecosistema articolato di ricerca, innovazione e formazione, coinvolgendo università, imprese, centri di ricerca e territori.
A testimonianza del valore generato, vale la pena evidenziare alcuni dei risultati raggiunti: oltre 800 pubblicazioni scientifiche prodotte dalle attività di ricerca, accompagnate da 17 brevetti e titoli di proprietà industriale e dallo sviluppo di più di cinquanta dimostratori e prototipi nell’ambito dei flagship projects. Parallelamente, i Proof of Concept accademici e industriali hanno favorito la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e lo sviluppo di tecnologie pronte a misurarsi con il mercato.
Per quanto riguarda le attività di formazione, oltre duecento percorsi formativi hanno coinvolto migliaia di partecipanti, mentre le Student Challenges hanno portato centinaia di studenti a confrontarsi con problemi reali proposti dalle imprese. Infine, grazie ai bandi a cascata, l’Ecosistema ha sostenuto più di 300 imprese in progetti di innovazione, mobilitando oltre 54 milioni di euro tra risorse pubbliche e investimenti privati.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le oltre 1.200 persone coinvolte nelle attività di progetto che hanno raggiunto più di 370.000 partecipanti attraverso eventi, iniziative e programmi di divulgazione.
Tre anni di lavoro raccontati in una serata
NODES Last Dance ha offerto quindi un momento di sintesi di quanto generato dall’ecosistema. La prima parte dell’evento, moderata da Filomena Greco de Il Sole 24 Ore, ha raccontato il percorso di NODES attraverso le voci dei suoi protagonisti.
Nei suoi saluti istituzionali il Presidente dell’HUB NODES, Stefano P. Corgnati ha sottolineato il valore del lavoro svolto in questi anni.
“NODES è stato un grande ecosistema che ha saputo utilizzare bene e nei tempi previsti le risorse messe a disposizione”, - ha ricordato. “Fondi che hanno generato valore per chi ha partecipato e creduto nel progetto. Le università hanno dimostrato di saper gestire programmi complessi e di saperlo fare insieme. Fare sistema crea opportunità per tutti”.
A seguire è intervenuta la Direttrice Generale Chiara L.G. Ferroni, che ha ripercorso la nascita e lo sviluppo dell’Ecosistema.
Tre anni e mezzo fa NODES era soprattutto un progetto sulla carta: l’idea di costruire una rete capace di connettere università, imprese e territori del Nord-Ovest intorno a sette grandi ambiti strategici legati alla transizione digitale ed ecologica.
“Possiamo dire che è stata una storia di successo”, ha osservato Ferroni. “Probabilmente non rivedremo più così tante risorse concentrate in un unico programma, ma la sfida era trasformarle in risultati concreti. Attraverso la ricerca siamo riusciti a generare progetti, competenze e innovazione."
Le esperienze dei sette Spoke
La serata è poi proseguita con gli interventi dei referenti dei sette Spoke tematici, che hanno restituito uno spaccato delle attività sviluppate nel corso del programma.
Lo Spoke 1, dedicato ad aerospazio e mobilità sostenibile, ha presentato con Giuseppe Stellato, i risultati delle attività di ricerca e trasferimento tecnologico sviluppate attraverso i flagship projects Space4You, Electro e H2Mobility, con l’obiettivo di rafforzare l’innovazione industriale nei settori della space economy, dell’idrogeno e della mobilità elettrica.
Edoardo Braccio, per lo Spoke 2, focalizzato sulle green technologies e sull’industria sostenibile, ha raccontato la costruzione di una comunità di innovazione dedicata alla transizione ecologica, coinvolgendo ricercatori, imprese e startup su temi come economia circolare, chimica verde, energie rinnovabili e gestione delle risorse ambientali.
Per lo Spoke 3, dedicato a turismo e industria culturale, Barbara Pozzo ha presentato le iniziative che integrano ricerca giuridica, sostenibilità e innovazione digitale per valorizzare il patrimonio culturale e creativo dei territori, tra cui la piattaforma sperimentale TOEP – Tourism Open-Ended Platform, pensata per sviluppare nuovi modelli di offerta turistica basati sui dati.
Marco Alderighi per lo Spoke 4, centrato sul tema della montagna digitale e sostenibile, ha illustrato progetti dedicati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per i territori montani, tra cui sistemi di monitoraggio ambientale, modelli di gestione delle risorse idriche e strumenti digitali per favorire nuove forme di lavoro e sviluppo economico nelle aree alpine.
Nel campo della salute e della silver economy, Marco Invernizzi per lo Spoke 5 ha presentato attività di ricerca e innovazione dedicate allo sviluppo di tecnologie per la medicina rigenerativa, la diagnostica avanzata e le tecnologie digitali per la salute, promuovendo al tempo stesso programmi di formazione e trasferimento tecnologico tra università, centri clinici e imprese.
Lo Spoke 6, dedicato all’agroindustria primaria, ha illustrato iniziative di ricerca e innovazione sulle filiere agricole. Hermes Giberti ha parlato dei progetti dedicati alla viticoltura, allo sviluppo di nuove colture e alla sperimentazione di modelli produttivi più sostenibili, con un forte coinvolgimento delle imprese e dei territori.
Infine Luisa Torri, per lo Spoke 7, focalizzato sull’agroindustria secondaria, ha presentato attività di ricerca su produzioni alimentari sostenibili, economia circolare e sistemi intelligenti per la trasformazione alimentare, sviluppate attraverso un modello di collaborazione tra università, imprese e stakeholder del settore agroalimentare.
Nel loro insieme, gli interventi hanno mostrato come l’Ecosistema NODES abbia saputo mettere in relazione ambiti scientifici diversi e trasformare la ricerca in opportunità concrete per le imprese e per i territori.
Il valore più grande: le connessioni
Nel suo intervento conclusivo, la Direttrice Generale ha ricordato come il valore più importante dell’esperienza NODES non sia soltanto nei risultati scientifici o nei progetti realizzati.
“Il vero valore di NODES non è solo nei numeri o nelle innovazioni prodotte - ha spiegato Ferroni - È nelle relazioni che si sono create, nella fiducia costruita tra persone e istituzioni, nella capacità di lavorare insieme.”
Un invito rivolto ai presenti a guardarsi attorno e riconoscere la rete di connessioni nata in questi anni tra università, imprese, ricercatori e territori.
L’ultimo ballo dell’Ecosistema
Dopo la sessione pubblica, la serata è proseguita con un momento di networking tra partner e stakeholder, occasione per continuare il confronto sui progetti avviati e sulle prospettive future.
A chiudere l’evento è stato NODES Last Dance, il momento conviviale finale che ha dato il nome alla serata: un modo simbolico per celebrare insieme il percorso compiuto.
Più che una conclusione, è stato un passaggio di testimone: perché i programmi possono terminare, ma le relazioni costruite continuano.
Come ricorda il motto dell’Ecosistema NODES: Where connections shape our future.
